In relazione al complesso periodo che stiamo vivendo, sempre più richieste giungono relativamente alla legittimità di esecuzione di test/tamponi per la diagnosi di COVID-19 da parte delle ostetriche.
La FNOPO, nella rubrica legale relativa alle questioni e ai pareri nel mese di Novembre 2020, riporta il parere del consulente legale Avv. Anna Lagonegro.
Si riporta il testo integralmente:
attesa la competenza di medici ed infermieri  nell’esecuzione dei tamponi in oggetto si evidenzia come:
  • Sussiste la competenza generale, indiscussa e indiscutibile, dell’ostetrica ad espletare attività che sono anche di competenza degli infermieri (prelievo venoso; prelievo per test sierologici da COVID-19; esecuzione di tamponi naso-faringei per COVID-19) circoscritta, però, all’ambito di espletamento della propria attività e, quindi, in favore delle donne;
  • Occasionalmente e/o in caso di urgenza e necessità, sulla base di provvedimenti regionali e/o aziendali, l’ostetrica può eseguire attività di competenza infermieristica anche su soggetti di sesso maschile o comunque su donne che non sono sottoposte ad assistenza ostetrico-ginecologica e, quindi, anche tamponi nasofaringei per COVID-19;
  • l’esecuzione di attività di competenza infermieristica in assenza di provvedimenti regionali e/o aziendali, svolta in modo continuativo e scissa dall’ambito dell’assistenza ostetrico-ginecologica e rivolta indistintamente verso soggetti di sesso maschile e femminile può finanche rappresentare un demansionamento dell’ostetrica, con ogni connesso possibile effetto “rivendicativo” nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato;
  • lo svolgimento di attività continuativa di competenza infermieristica scissa dall’ambito dell’assistenza ostetrico-ginecologica e rivolta indistintamente verso soggetti di sesso maschile e femminile può dar luogo, seppure in via meramente eventuale, a fattispecie di esercizio abusivo della professione ex art. 348 c.p. rientrando nella competenza di medici e infermieri.
Da quanto sopra deriva che l’esecuzione da parte di ostetriche, sia in strutture pubbliche che private, verso la generalità dei pazienti (e quindi non esclusivamente in favore di donne/area ostetrico-ginecologica) di test sierologici e tamponi, pur in presenza di una formazione specifica, non appare legittima. Infatti l’esercizio di un’attività infermieristica da parte dell’ostetrica/o deve considerarsi legittimo solo se connesso all’attività demandata dalla legge a tale figura professionale.
L’attuale stato di emergenza sanitaria può, in situazioni di particolare urgenza e laddove non siano presenti infermieri/medici per l’esecuzione di tamponi COVID-19, consentire all’ostetrica di espletare tali prestazioni in via del tutto eccezionale ed occasionale oppure sulla base di specifiche indicazioni regionali e/o aziendali.
In diverso caso, non rientrando l’esecuzione generalizzata dei tamponi/test per la diagnosi da COVID-19 nelle competenze dell’ostetrica quest’ultima si esporrebbe anche a rischio di responsabilità professionale nell’eventualità in cui si dovesse produrre un danno, con conseguente impossibilità di essere manlevata dall’assicurazione sulla responsabilità professionale.”