Per l'apertura di uno studio professionale ostetrico devono essere osservate le seguenti procedure fissate nel “Tariffario Minimo Nazionale” approvato dal Consiglio della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica nella seduta dell’ 8 marzo 2003 in conformità al/alla:
- Decreto Ministero Sanità 14 settembre 1994, n° 740;
- Legge 26 febbraio 1999, n° 42;
- Codice Deontologico dell'Ostetrica/o;
- Legge l0 agosto 2000, n° 251;
- Legge 8 gennaio 2002, n° 1.
Sulla base del suddetto impianto normativo e regolamentare nonché delle linee guida rimaste sostanzialmente immutate, questi i fondamentali e legittimi passaggi per la suddetta apertura:
a. verificare la destinazione d'uso dell'immobile: deve essere censito presso l'ufficio del catasto come studio e non come civile abitazione;
b. impianto elettrico e riscaldamento a norma con tutte le certificazioni C.E.E. previste dalla legge. In caso di affitto è necessario farsi consegnare dal proprietario tutta la documentazione relativa all'impiantistica dal momento dei lavori. Per l'impianto elettrico: ogni 6 mesi controllo del buon funzionamento del salvavita ed ogni due anni controllo generale dell'impianto. Analogamente la manutenzione dovrà essere effettuata anche alla caldaia qualora il riscaldamento sia indipendente. In caso di ristrutturazione di immobile affittato è bene prendere accordi precisi con il proprietario per le migliorie che verranno apportate all'immobile (oneri per gli impianti tutto a carico del proprietario oppure una decurtazione sull'affitto);
c. prima di acquistare, stipulare contratto d'affitto o iniziare lavori di ristrutturazione è bene rivolgersi all'Ufficio di Igiene dell'Azienda A.S.L. territorialmente competente al fine di coordinare, con l'A.S.L. autorizzata ad effettuare i successivi controlli, i lavori necessari ed effettuarli ad opera d'arte. Nel caso in cui l'immobile sia già stato adibito a studio medico/professionale e da una prima valutazione non si riscontrano necessità di ulteriori interventi è consigliabile richiedere per iscritto una visita dell'Ufficio di Igiene dell'A.S.L. territorialmente competente che valuti l'idoneità dei locali per l'esercizio dell'attività di Ostetrica/o;
d. lo studio dovrebbe essere così strutturato: sala d'aspetto, studio con spogliatoio ed eventuale bagno comunicante con lo studio, bagno esterno. La pavimentazione e le pareti (fino ad una altezza di metri 2/2,5) devono essere lavabili.
Esposizione di targa/insegna professionale (Legge 175/92 e Decreto Ministeriale 657/94)
Rivolgersi al proprio Ordine per richiedere il parere preventivo per il contenuto pubblicitario della targa stessa. È possibile indicare sulle targhe da affiggere alla facciata esterna dell'edificio ove è ubicato lo studio le seguenti indicazioni: nome e cognome, titolo accademico, orario di apertura, numero di telefono, indicazioni ad esempio: si riceve per appuntamento, ecc…
La fase successiva al parere dell'Ordine è quella di rivolgersi al Comune ove è ubicato lo studio facendo apposita domanda con le seguenti indicazioni: caratteristiche estetiche della targa; le dimensioni con allegato il visto dell'Ordine.
Il Comune rilascerà l'autorizzazione definitiva per l'esposizione della targa il cui numero di autorizzazione dovrà essere riportato sulla targa stessa.
Carta intestata (Legge 175/92)
È necessario depositare all'Ordine un foglio di carta intestata per la verifica dei contenuti ai sensi della richiamata legge.
Inserzioni su quotidiani/periodici di categoria (Legge 175/92, Legge 42/99 e Decreto Ministeriale 657/94)
Valgono le stesse procedure delle targhe/insegne professionali.
Queste sono in via indicativa gli adempimenti da seguire per avviare uno studio professionale. In ogni caso, in considerazione dell'autonomia dei Comuni in merito ai regolamenti per l'apertura e caratteristiche degli studi professionali, è necessario rivolgersi agli uffici comunali territorialmente competenti.
Profilo fiscale
L'esercizio di una attività professionale comporta adempimenti di carattere fiscale che, pur non essendo particolarmente onerosi, potrebbero creare difficoltà sotto il profilo tecnico.
Nel termine di giorni 30 dall'inizio dell'attività, svolta con continuità, è necessario richiedere il numero di partita IVA presso il competente ufficio. La partita IVA costituisce elemento identificativo per tutti i soggetti liberi professionisti (ai fini fiscali) in sostituzione del numero di codice fiscale.
Il numero di partita IVA dovrà essere riportato sui bollettari utilizzati per il rilascio di ricevute fiscale alle pazienti.
Le prestazioni sono esenti IVA ai sensi dell'articolo n° 10, comma 18, del D.P.R. 633/72. In ogni caso è bene affidarsi ad un consulente fiscale.
È necessario approfondire l’aspetto del contributo previdenziale dovuto eventualmente all’I.N.P.S. in qualità di esercente l’attività libero professionale ed eventuale diritto alla rivalsa.
Avv. Cosimo Maggiore
Apertura studio ostetrico